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  • Il numero della sede di Ravenna non c’è ancora. Finché non c’è, non lo scriviamo: un numero che squilla a vuoto è peggio di nessun numero.

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Dicci cosa cerchi

Molte case passano da noi prima di finire in vetrina. Se sappiamo cosa cerchi, chiamiamo te per primo.

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Il numero della sede di Ravenna non c’è ancora. Finché non c’è, non lo scriviamo: un numero che squilla a vuoto è peggio di nessun numero.

La differenza

Il giro con qualcuno che se ne intende, qui è già fatto

Quando compri casa, di solito, quel giro te lo organizzi tu: chiami un muratore che conosci, lo porti a vedere, speri che abbia tempo. Da noi quel passaggio è già fatto, ed è fatto prima di accettare l’incarico — perché è il mestiere da cui veniamo: in famiglia si costruisce dal 1960.

Non è una perizia, e non sostituisce quella di un tecnico abilitato. È la differenza tra «l’appartamento è in buono stato» e «il tetto è del 2019, gli infissi sono originali, l’elettrico va rifatto». Sta scritta nella scheda, con il nostro nome sopra, e ci sta da prima che tu arrivassi.

La lista

Le sorprese tipiche, e dove le andiamo a cercare

  • I lavori che il condominio ha già deliberato. Facciata, tetto, ascensore: se la delibera è passata prima del rogito, quella spesa la erediti tu. È la sorpresa più frequente in assoluto, e si scopre leggendo gli ultimi verbali.
  • Le spese condominiali vere. Non la cifra scritta nell’annuncio: quella dell’ultimo consuntivo, arretrati compresi.
  • La casa che sulla carta non è quella che vedi. Una veranda chiusa, un sottotetto recuperato, una parete spostata. Se non risulta, è tua da sistemare.
  • Il costo di riscaldarla. La classe energetica non è un bollino: è quanto spendi ogni gennaio. Ti diciamo cosa significa quella lettera per una casa di quella dimensione.
  • Quello che si romperà entro cinque anni. Caldaia a fine corsa, tetto all’ultimo giro, impianto elettrico da adeguare. Non sono difetti: sono spese con una data.
  • I vincoli che nessuno nomina. Servitù di passaggio, distanze, usi civici, la parte di cortile che è comune anche se sembra tua.
  • Com’è vivere lì. Il rumore alle sette del mattino, dove parcheggi davvero, quante rampe di scale con la spesa in mano. Ci andiamo a orari diversi.

Quello che troviamo finisce nella scheda dell’immobile, sotto la voce «Da mettere in conto». Non nascondiamo un difetto per vendere prima: il prezzo lo tiene già dentro.

Prima di fare la proposta

Puoi sapere quanto costa sistemarla, prima di comprarla

È la domanda che blocca metà delle decisioni: «mi piace, ma quanto ci vuole per metterla a posto?». La risposta di solito arriva dopo il compromesso, quando ormai hai firmato.

Il preventivo non lo scriviamo noi: quello è mestiere di un’impresa, e su quei lavori non prendiamo un euro. Quello che ti diamo è la lista precisa di cosa c’è da fare, scritta dopo aver guardato la casa: gli infissi sono otto più una portafinestra, l’impianto elettrico è da rifare, il bagno è da rivedere. Con quella lista in mano un’impresa ti fa un preventivo in pochi giorni — e due imprese te ne fanno due confrontabili, perché stanno quotando le stesse voci invece di indovinare.

Se non hai nessuno in mente ti diamo più di un nome. Quale scegli non ci riguarda, e non ci torna indietro niente.

Chiedi la lista dei lavori

Le carte

Conformità, catasto, APE: chi le guarda

Una casa può essere bellissima e avere una veranda che non risulta da nessuna parte. Sono le cose che fanno saltare un rogito la settimana prima, o che ti restano addosso per anni.

Noi ti diciamo che cosa va controllato su quella casa lì e quando: prima della proposta, mai dopo. A controllarlo è un tecnico abilitato — conformità urbanistica e catastale, difformità e sanatorie, attestato di prestazione energetica — e lo scegli tu. Se non ne hai uno, ti diamo qualche nome: su quella parcella non prendiamo niente.

Un caso a parte

Se compri per investire

Se quella casa non è per abitarci ma per farci rendere qualcosa, il discorso cambia: cambiano le domande, cambiano i conti e cambia la persona con cui è utile parlarne. Nel gruppo c’è la realtà del gruppo che segue chi investe, e non è il nostro mestiere fingere che lo sia.

Il percorso

Dalla visita alle chiavi

La visita

Viene con te una persona che è già stata in quella casa. Le domande scomode falle a lei: è lì per quello.

I conti veri

Prezzo, spese condominiali, lavori da fare, imposte. Mettiamo tutto su un foglio prima che tu decida.

La proposta

La scriviamo insieme, con le condizioni che ti proteggono — a partire da quella sul mutuo.

Il compromesso

Verifiche documentali chiuse prima di questo passaggio, non dopo.

Il rogito

Ti diciamo cosa portare e quando. Al notaio ci veniamo con te.

Le case che seguiamo in questo momento sono poche e le conosciamo tutte: sono qui, con lo stato di ognuna scritto per intero.

Domande vere

Quello che ci chiedono in visita

Anche tu. In Italia la provvigione la pagano tutte e due le parti, e un’agenzia che ti dice di no di solito l’ha già messa dentro il prezzo che stai per offrire. Sta scritta nella proposta che firmi, non arriva dopo. Si paga quando la proposta viene accettata: non a visita fatta, non all’appuntamento. Se ci chiedi cosa comprende, l’elenco te lo diamo per iscritto — è lo stesso documento che leggiamo con chi vende, dal tuo lato.

provvigione lato acquirente: casella vuota finché il cliente non la conferma per iscritto (gio-contenuti.md, elenco [DA CONFERMARE] n. 17). Qui non si scrive una cifra plausibile.

Te lo diciamo lì, in piedi davanti alla casa, non dopo. In genere lo sappiamo già, perché è scritto nella scheda sotto «Da mettere in conto»: quella casa l’abbiamo guardata prima di prendere l’incarico.

Se ti interessa lo stesso — e spesso è così, perché a quel punto il prezzo si tratta con un argomento in mano — ti scriviamo la lista di cosa serve e la porti a un’impresa perché la quoti. A quale, lo decidi tu: su quei lavori non prendiamo niente e non abbiamo nessun motivo di preferirne una.

Dipende da un conto solo: prezzo di acquisto più lavori, contro il prezzo di una casa già a posto nella stessa via. Sembra ovvio, e quasi nessuno lo fa, perché il secondo numero non ce l’ha — e quello dei lavori se lo fa dire al bar.

Noi la lista dei lavori te la diamo scritta, prima della proposta, così il numero te lo può fare un’impresa in pochi giorni. E ti facciamo mettere in conto le due voci che tutti dimenticano: dove abiti nei mesi di cantiere, e quanto tempo passa fra la firma e il primo colpo di martello, che dipende dalle pratiche e non da chi fa i lavori. Sono mesi, non settimane.

A volte il conto dice di sì. A volte dice che quella casa a posto in fondo alla via, che costa trentamila in più, ti conviene. Te lo diciamo comunque.

Prima del compromesso, mai dopo: è la regola, e non ha eccezioni. Quel lavoro non lo fa l’agente, lo fa un tecnico abilitato che va a prendere i documenti in Comune e li sa leggere. Noi ti diciamo cosa va controllato su quella casa lì e in che ordine; l’elenco di cosa si guarda è qui sopra, sotto «Conformità, catasto, APE». Se salta fuori qualcosa, lo scopri quando puoi ancora tirarti indietro.

Perché il conflitto c’è, e negarlo sarebbe il primo motivo per non crederci.

La risposta non è una promessa, è come è fatto il nostro lavoro. Quello che c’è da sistemare in una casa lo scriviamo nella scheda prima di sapere chi sei: è lì da mesi, lo legge chiunque, e ce lo ha fatto scrivere il proprietario stesso accettando l’incarico a quelle condizioni. Non è una cortesia che ti facciamo in visita.

Poi c’è la cosa che ci toglie il movente peggiore: sui lavori non guadagniamo niente. Se ti diciamo che il tetto va rifatto non stiamo procurando lavoro a nessuno; se ti diciamo che non serve rifarlo, non stiamo rinunciando a niente. L’impresa la scegli tu e a noi non torna indietro nulla.

E infine la parte meno nobile e più solida: siamo di Ravenna, qui ci abitiamo, e su quei sopralluoghi c’è scritto il nostro nome. Una casa venduta nascondendo un tetto ci torna indietro — con un avvocato, o solo col passaparola, che qui funziona meglio di qualsiasi pubblicità. Ci costa più di quanto ci abbia fatto guadagnare.

Non è nobiltà d’animo: è aritmetica.

Se non trovi niente

Dicci cosa cerchi: molte case passano prima di arrivare in vetrina

Chi ha una casa da vendere spesso viene da noi mesi prima di decidersi. Se sappiamo cosa cerchi, chiamiamo te per primo. Non è una lista a cui ti iscrivi: è una telefonata quando c’è qualcosa da dirti.

Facci cercare casa

Questo modulo è spento.

Non è ancora collegato a una casella: quello che scrivi qui non arriverebbe a nessuno, e preferiamo dirtelo prima che dopo. Lo accendiamo prima di pubblicare il sito.

Intanto l’unico recapito che funziona è la casella del gruppo:

info@edilgetica.it

Il numero della sede di Ravenna non c’è ancora. Finché non c’è, non lo scriviamo: un numero che squilla a vuoto è peggio di nessun numero.

Modulo non ancora attivo

Chiamiamo noi, non mandiamo messaggi automatici.

Anche una forbice larga va bene: serve a non farti perdere tempo.

Usiamo questi dati solo per cercarti casa. Nessuna newsletter, nessun elenco venduto a terzi.

Il primo passo

Vieni a vederne una

Le case che seguiamo sono poche e le conosciamo tutte. Scegline una e fissiamo una visita,
oppure raccontaci cosa cerchi e ci pensiamo noi.

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niente WhatsApp finché non c’è il numero: il bottone offre la mail, che è l’unico canale attivo. Appena il numero arriva si valorizza NAP.whatsapp in tools/gio-shell.mjs e questo bottone torna WhatsApp su tutte le pagine.

Il gruppo

Da dove veniamo

Giò Soluzioni Casa fa parte di edilgetica: cinque realtà romagnole, la stessa famiglia, mestieri diversi intorno alla stessa cosa — le case. Noi ne facciamo uno solo: comprare e vendere. È però il motivo per cui in questo ufficio, di case, se ne parla tutto il giorno.